Medioevo fantastico: animali immaginari

Accanto ai comuni animali, nei bestiari hanno spazio anche creature fantastiche, che ancora oggi popolano la letteratura fantasy:

UNICORNO

Già Plinio ce lo descrive, ma in modo piuttosto diverso da come lo conosciamo oggi: con corpo di cavallo, testa di cervo, zampe di elefante e coda di cinghiale. Insomma un animale mostruoso e selvaggio che dell’antica mitologia conserva però il famoso corno, considerato oggetto molto pregiato e dotato di poteri sovrannaturali, motivo per cui l’unicorno fu spesso cacciato dall’uomo, avido di ogni tipo di potere.
Pare che tale corno avesse la proprietà di preservare dai veleni, per cui se ne costruivano vasi per bere, oppure se ne immergeva un frammento nella brocca in cui era contenuta la bevanda prima di consumarla. I grandi del mondo pare si disputassero queste corna, vendute a peso d’oro.
L’unico modo per catturarlo è presentandogli una vergine: l’animale si ammansirà e metterà la testa sulle sue ginocchia, addormentandosi ignaro dell’avanzata dei cacciatori, così come appare in queste immagini, fra le quali il celebre arazzo della Dame au liocorne.
L’unicorno è legato strettamente all’immagine di Cristo: nato dal grembo di una vergine, destinato a una morte cruenta e simbolo di purezza (elemento caratterizzante anche oggi).

Mosaico pavimentale, abbazia di San Benedetto Po, XII sec. – La dama e il liocorno, particolare del ciclo di arazzi, Museo Cluny, XV sec.

DRAGO

Draghi miniati, da codici della Koninklijke Bibliotheek e della
British Library

Si tratta del più grande dei serpenti, con zampe e ali.
La sua arma si trova nella coda avvelenata, in grado di stringersi in spire per soffocare le vittime, solo in tempi più recenti la creatura è ha iniziato a gettare fuoco dalle fauci (Harry Potter docet).

Quando esce dal suo antro nella roccia, si dice che il drago rende luminosa l’aria al suo intorno.

Spesso è rappresentato nell’atto di avvolgere un elefante, considerato suo nemico particolare.

Il drago nell’arte medievale rappresenta il Diavolo.
Due sono le caratteristiche fondamentali su cui si basa la similitudine che genera il legame simbolico:

– come il drago illumina l’aria intorno a sé, così il diavolo si presenta come un angelo luminoso per ingannare gli uomini

– come il drago usa la coda per soffocare le sue vittime, così il demonio penetra nei cuori: non con la forza (simile a un morso fatale), ma con le false promesse, le lusinghee  e le sottigliezze dell’inganno, che avvolgono e soffocano lentamente. È probabile che proprio questa associazione diavolo-inferno-fuoco abbia giocato un qualche ruolo che fa del drago della mitologia odierna il noto sputatore di fiamme.

Questi non sono che i due esempi più celebri:
clicca sul nome per scoprire cos’è un maiale di mare (porcus marinus), una lucertola solare e un leone-formica (myrmecoleon).

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Bestiari, Medievalia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...