Il grifone: tra mitologia, simbologia e arte

Parte anteriore di aquila, parte posteriore di leone e talvolta coda di serpente: il grifone è una delle creature più affascinanti dell’immaginario medievale. In realtà le sue origini sono molto più antiche e non mancano testimonianze millenni prima dell’avvento di Cristo nell’arte orientale, così come nell’arte greca e in quella ellenistica.
Ma noi che ci muoviamo tra manoscritti e capitelli, ci limitiamo a indagare tempi meno remoti: che ci fanno, tra le altre tante creature fantastiche, i grifoni nelle chiese romaniche e che simbologia nascondono a noi moderni?

Per la lettura delle immagini si può partire dagli animali che lo compongono: l’aquila, creatura dell’aria, e il leone, creatura terrestre.
L’aquila, regina dell’aria, è descritta nei bestiari come l’unico animale che può fissare il sole senza dover socchiudere gli occhi e proprio il sole si dice abbia il potere di ringiovanirla: tale efficacia benefica è chiaramente un’allusione alla luce divina (in opposizione alle tenebre del male). L’aquila dunque, nel suo volo sicuro verso le estreme altezze, simboleggia la volontà di distaccarsi dalla dimensione terrena per elevarsi verso Dio. Non a caso l’aquila è l’emblema dell’evangelista Giovanni, che più di tutti gli altri si è collocato in una dimensione spirituale.

Al contrario, il leone è creatura terrestre; anzi, è il re assoluto degli animali della terra. Ancora oggi è legato alle idee di forza, di potenza, di energia selvaggia e alle virtù guerriere.

Ho trovato la foto di questi due animali accoppiati in un capitello della chiesa di Saint-Martin, a Meursac: aquila e leone sono sovrapposti e si addentano l’un l’altro.

In base a ciò che si è detto finora, nel capitello vengono accostati il simbolo dello spirito (cioè l’aquila, che è in grado di volare verso l’alto, verso ciò che è spirituale) e il simbolo della corporeità (cioè il leone, che è legato alla terra con la sua fisicità aggressiva).

Un accostamento di opposti affascinante, che suggerisce l’interpretazione dell’immagine come allegoria della condizione umana. L’uomo infatti è fatto proprio di corpo e anima, due componenti che spesso entrano in conflitto tra loro, poiché l’uomo aspira a elevarsi spiritualmente, ma deve fare i conti con il suo essere carnale (secondo l’equazione terra=peccato e cielo=grazia).
In questo capitello è racchiuso il mistero dell’uomo, lo specchio della sua interiorità.
L’idea si fa immagine. La pietra scolpita diventa allegoria.

Ma c’è di più: i due animali sembrano mangiarsi l’uno con l’altro. L’idea non è quella di un combattimento, ma di due bestie che si compenetrano, che diventano una cosa sola mangiandosi a vicenda, quasi a dire che l’equilibrio sta nell’evitare che una parte prevarichi l’altra.

Arriviamo finalmente al grifone, che altro non è che la fusione in una sola creatura delle due che nel capitello erano state solamente accostate.
Quest’essere mostruoso e possente, che secondo le leggende antiche viveva alle estremità del mondo conosciuto, dove faceva da guardiano a miniere d’oro nascoste fra le montagne, entra nel bestiario che decora le chiese romaniche generalmente come simbolo cristologico (sottolineo generalmente perché talvolta rappresenta proprio l’opposto, cioè le forze demoniache, a seconda del contesto… ancora una volta la sua duplice natura non si presta a una sola e definitiva interpretazione!).
Cosa meglio del grifone poteva incarnare la duplice natura, umana e divina, di Cristo?
Ce lo conferma Dante (Purgatorio XXIX), quando pone questa creatura a trainare il carro che rappresenta la Chiesa. Ecco perché lo si trova spesso all’ingresso dei luoghi di culto, nella funzione di custode della Cristianità, come accade nel capitello cattedrale di Saint Pierre, a Angoulême, e sulla porta principale del duomo di Verona. Questi grifoni guardiani, sembrano ripetere nella pietra le parole del Cristo di cui sono immagine come in cielo così in terra.

Annunci

Lascia un commento

Archiviato in Bestiari, Medievalia

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...