Il mondo sottosopra: uomini agli antipodi

Ebbene sì: che la terra non fosse piatta si sapeva già nell’antichità; ce lo dice Tolomeo, vissuto nel II, ma lo avevano capito anche Platone, Aristotele e Archimede.
Dopotutto se anche Dante entra nell’imbuto infernale e esce dall’altra parte vedendo stelle sconosciute ai piedi della montagna del Purgatorio, significa che sapeva benissimo che la terra era sferica.
Dimentichiamo quindi il mito che vede nel viaggio di Colombo la volontà di dimostrare che la terra è rotonda, perché già era un concetto perfettamente assodato (le obiezioni che gli venivano mosse erano di altro genere: calcoli precisi ritenevano che la terra fosse più ampia di quanto credesse il nostro genovese e quindi fosse impossibile circumnavigarla attraversando un oceano che, si credeva, andava dall’Europa all’Asia).
Il dibattito sugli antipodi riguardava più che altro il fatto se fossero abitati o meno. Si riteneva infatti che essi fossero separati dalle terre dell’emisfero settentrionale da un grande oceano e che il clima torrido nella zona equatoriale rendesse impossibile la sopravvivenza, rendendo così gli antipodi irraggiungibili.
Quanto alla prospettiva cristiana, poi, era difficile conciliare l’idea di popolazioni che si immaginava abitassero territori irraggiungibili, con la visione di un’umanità discendente da un’unica coppia (Adamo ed Eva) e redenta da un solo Cristo.

Antipodi e Ambari

Fatto sta che, se si immaginano gli abitanti della parte opposta del globo, logicamente questi vivranno a testa in giù.
Nascono così gli Antipodi, intesi come popolo leggendario del tutto simili a noi, eccetto che per la specularità inversa dei ritmi stagionali che caratterizzano il loro emisfero. Così li raffigura il Maestro delle metope del Duomo di Modena (mi chiedo se è per sottolineare l’antinomia che sceglie di scolpire un uomo e una donna: il rovescio della stessa medaglia, i sessi opposti, appunto).

Metopa del Duomo di Modena, XII sec., Museo Lapidario

Ma c’è di più: il nome deriva dal greco “antipous” che significa “piedi” (-pous) “opposti” (anti-).
Di questi “piedi opposti” si può dare una duplice interpretazione: piedi opposti ai nostri perché appartengono a chi cammina sul lato opposto della terra (come abbiamo visto fare agli Antipodi) oppure opposti nel senso di rivolti nel senso contrario al nostro, come se la caviglia fosse torta di 180 gradi.
Per via di questa seconda lettura, a volte gli Antipodi sono rappresentati con i piedi girati, andando a coincidere con un’altra razza umana mostruosa già presente nella mitologia romana: gli Ambari (o Abarimoni), caratterizzata proprio dai piedi con otto dita rivolti all’indietro rispetto alle gambe.

Mappa di Hereford, XIII sec., Cattedrale di Hereford

Se per loro il sole sorge quando per noi tramonta ed è estate quando per noi è inverno, probabilmente Antipodi e Ambari sono da leggere come simbolo del mondo alla rovescia.

Qui trovate altre informazioni e riferimenti più specifici sul mondo a testa in giù e i suoi abitanti.

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