Case museo: testimonianze dell’immateriale

Dalla conchiglia si può capire il mollusco,
dalla casa l’inquilino
(Victor Hugo, I burgravi
, 1843)

Una casa museo è la dimora di artisti o personaggi storici trasformata in museo per conservarne l’arredo, le collezioni, i cimeli, in genere rispettando l’impostazione originaria, per tenere traccia dell’epoca, del gusto  e della quotidianità del personaggio che l’ha vissuta.

Come sottolinea Rosanna Pavoni (Case-Museo a Milano: esperienze europee per un progetto di rete, atti del convegno tenutosi a Milano, 16 maggio 2005), visitare una casa divenuta museo è oggi un’esperienza diversa rispetto al visitare un qualunque altro museo, poiché il patrimonio che vi troveremo non è solo materiale e visibile ( gli oggetti più o meno belli, importanti a cui i musei “classici” ci hanno abituati), ma ancor più immateriale e allusivo (abitabilità , riti sociali, gusto).

La responsabilità e la sfida raccolta dunque dai professionisti impegnati nelle case museo è quella di rendere patrimonio comune, cioè generalmente condivisibile e comprensibile, ciò che per definizione era privato; un patrimonio fatto di cose, di gesti, di spazi, di persone, che poteva essere ostentato o nascosto ma che restava comunque un’invenzione privata e personale.

All’interno delle case museo  si possono poi distinguere diverse sottocategorie:

  • Case “della bellezza”, volute dai proprietari come vere e proprie opere d’arte
    come il Teatro-Museo Dalì, a Figueres

Con una citazione di Praz (La filosofia dell’arredamento, 1945), vi lascio alla gallery (corredata dai link) che abbiamo commentato insieme:
«Questo e non altro è, nella sua ragione più profonda, la casa: una proiezione dell’io; e l’arredamento non è che una forma indiretta del culto dell’io».

borgo castello

Appartamenti Reali di Borgo Castello
Vicino alla Reggia di Venaria si estende il Parco della Mandria con il Borgo Castello. Qui si trovano gli appartamenti privati di Vittorio Emanuele II (dove trascorreva il tempo con la Bella Rosin). Il sovrano scelse questa residenza come uno dei luoghi preferiti per la villeggiatura, dove dedicarsi alla propria grande passione: la caccia. L’arredamento si ispira alla moda esplosa nella seconda metà dell’Ottocento, cioè il riuso degli stile del passato: dal barocco al Rococò al Rinascimento.

boschi

Casa museo Boschi Di Stefano
A Milano,nei locali abitati in vita dai coniugi che fecero della loro casa un museo abitato, si trova una selezione di circa trecento delle oltre duemila opere della loro collezione, donata al Comune nel 1974: una straordinaria testimonianza della storia dell’arte italiana del XX secolo, dal primo decennio del Novecento alla fine degli anni Sessanta.

brandi


Museo di villa Brandi
La villa di Vignano, vicino a Siena, attribuita all’architetto rinascimentale Baldassarre Peruzzi, fu donata da Brandi allo Stato italiano, con i suoi due poderi e le case coloniche, perché diventasse museo senza alterare le caratteristiche della dimora.
Qui si poteva capire, scriveva il grande critico e storico dell’arte (fondatore nel 1938 assieme a Giulio Carlo Argan dell’Istituto Centrale del Restauro) il gusto di una famiglia senese alla metà del Settecento.
In questi ambienti Brandi aveva collocato i doni degli amici: le opere di Guttuso, Morandi, De Pisis, Donghi, Afro, Manzù, Mastroianni.

issogne

Castello di Issogne
Nel 1872 viene acquistato da Vittorio Avondo, intellettuale piemontese impegnato nella tutela e valorizzazione del patrimonio architettonico e artistico della regione subalpina.
Alla fine del XV secolo, con la famiglia Challant, il castello era una delle più prestigiose dimore feudali della Val d’Aosta. Avondo acquista sul mercato antiquario alcuni mobili appartenuti originariamente al castello, altri coerenti per tipologia e cronologia, infine commissiona ad artigiani locali copie di arredi e suppellettili quattrocenteschi. Nel restaurare il castello di Issogne, Avondo dedica grande impegno nella salvaguardia dello splendido ciclo di affreschi tardogotici che arricchiscono le pareti dei cortili e delle sale.

poldi pezzoli

Museo Poldi Pezzoli
Fondato nel 1881 dal collezionista Gian Giacomo Poldi Pezzoli, è una delle più importanti case museo in Europa, esemplare del gusto di una tra le più raffinate collezioni artistiche del XIX secolo.
La dimora aristocratica del Poldi Pezzoli è la cornice di una eccezionale raccolta di dipinti italiani del Rinascimento e anche di una collezione davvero unica di arti decorative (armi, porcellane, vetri, tessili, orologi e oreficerie) inserite in stanze che erano state pensate per ispirarsi ciascuna ad uno stile dell’epoca delle opere ospitate.

vertemate

Palazzo Vertemate Franchi
Palazzo Vertemate Franchi rappresenta uno splendido esempio, arrivato a noi sostanzialmente integro sia nell’architettura che nei decori interni, della cultura dell’abitare del tardo rinascimento in una terra di confine. Ma è soprattutto il patrimonio ligneo a sorprendere: come la bellissima stanza completamente rivestita di legni scolpiti, intarsiati e intagliati, chiamata “stufa” (qui è collocata una stufa decorata con mattonelle di maiolica che riscaldava il locale).

vittoriale

Il Vittoriale degli Italiani
Il Vittoriale, a Gardone Riviera, è una vera e propria cittadella composta da numerosi edifici, viali, piazze, fontane, giardini, immaginata da D’Annunzio come omaggio e monumento alla Grande Guerra, donata allo stato già dal 1923. Come dimora, conserva del poeta la visione artistica con gli arredi, i decori e la ricercatezza disseminati negli ambienti.

depero

Casa D’arte Futurista Fortunato Depero
La Casa d’Arte Futurista Fortunato Depero a Rovereto è la terza sede del Mart: non solo un museo, ma un laboratorio che realizza per la prima volta in modo completo il progetto ideato da Depero nel 1919.
Fondata nel 1957 dall’artista, è l’unico esempio di museo futurista realizzato in Italia da un futurista stesso. Nella collezione ci sono dipinti, disegni, tarsie, collages, manifesti, mobili, giocattoli e prodotti d’arte applicata.

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Archiviato in Museologia, Seminari 2011-12

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