“Lui” e gli ebrei

Altra provocazione di Cattelan:

Hitler in ginocchio nel ghetto di Varsavia.

 

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In occasione della retrospettiva “Amen”, la statua “Him” è stata piazzata dietro un cancello in legno ed è visibile da un buco largo pochi centimetri nella porta (i visitatori possono solo vedere il retro dell’opera, con Hitler che prega in un cortile).

La polemica che ne è scaturita di certo era stata prevista dall’artista che ha fatto dello scandalo la sua cifra stilistica e la sua fortuna: l’opinione pubblica si è divisa tra chi grida allo scandalo e all’insulto alla memoria storica dell’eccidio degli ebrei e chi, invece, vi trova una dimensione educativa (Hitler in ginocchio ha comunque il suo forte impatto emotivo).

Al di là delle questioni  morali (che sono altra cosa dall’arte) il mio primo pensiero guardando le foto sui giornali è andato all’Inferno di Dante: quale migliore pena del contrappasso per Hitler se non doversene stare genuflesso, in silenzio, immobile, a occhi ben aperti a chiedere perdono di fronte agli orrori che ha voluto?

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