Il coccodrillo

L’ipocrita dalle fattezze di drago

Nel Fisiologo e ne i suoi derivati (i bestiari medievali) leggiamo che il coccodrillo è l’unico animale la cui gola guarda il cielo, mentre le sue narici i suoi occhi e le sue orecchie sono aperti al di sotto della testa;  è in grado di muovere solo la mascella superiore, lasciando quella inferiore immobile nel fango.

La versione moralizzante fa di questo animale l’immagine dell’ipocrisia: l’ipocrita infatti rispetta le leggi mostrandosi irreprensibile di fronte agli altri, ma, come il coccodrillo, con la parte superiore della bocca mostra agli altri gli esempi e gli insegnamenti di Cristo, mentre con la parte inferiore rimane ancorato nella melma, perché in nessun modo mette in pratica ciò che predica.

Una curiosità: secondo fonti medievali, dallo sterco di coccodrillo (o il contenuto dei suoi intestini) si otterrebbe un belletto e anche questa proprietà aggiunge fondamento alla corrispondenza tra il coccodrillo e l’ipocrisia (la falsità del belletto cela i difetti e fa sembrare migliori di quel che si è). Un residuo di questa credenza rimane nel detto popolare “versare lacrime di coccodrillo”, cioè fingere di pentirsi e provare dispiacere (nel folklore popolare, il coccodrillo piange dopo aver divorato le sue prede o addirittura i suoi piccoli).

Gli artisti del XII e XIII secolo lo raffigurano più come un enorme pesce o come un serpente (spesso alato) o come un quadrupede simile a un gigantesco cane, a seconda delle descrizioni dei contemporanei che dovevano illustrare o di modelli precedenti.

Coccodrillo nei bestiari

Miniature di coccodrilli nelle fattezze di pesce a due zampe, di uccello rapace e di quadrupede terrestre (qui divorato da un’idra, un serpente d’acqua,suo mortale nemico, che si fa inghiottire per poi divorarlo dall’interno)

Il suo aspetto ricorda da vicino quello del drago (simbolo demoniaco per eccellenza, pensiamo a San Giorgio), ecco perché si può trovare un coccodrillo imbalsamato appeso nelle chiese: incatenare l’animale in alto, nella volta della chiesa vuol dire renderlo innocuo, bloccare il male che rappresenta e nello stesso tempo esporre un monito concreto per i fedeli contro l’umana predisposizione all’errore.
Beata Vergine delle Grazie a CurtatoneUn esempio in Italia è quello nel santuario della Beata Vergine delle Grazie a Curtatone (Mantova), sul quale ci sono diverse leggende, tra cui quella che vuole un intervento miracoloso della Madonna per salvare due barcaioli minacciati dal mostro (il ché spiegherebbe la sua presenza in un luogo sacro). Un altro  lo troviamo nel santuario di Santa Maria delle Vergini a Macerata e un altro a Almenno (Bergamo) nella chiesa (guarda un po’!) di San Giorgio.

Splendido è l’architrave del portale maggiore della Collegiata di San Quirico d’Orcia, dove due coccodrilli serpentiformi e alati (ma questi dettagli non ci stupiscono più!) sono protagonisti.
Dall’esemplare destro fuoriescono due teste di serpente (delle idre?) rivolte in direzioni opposte.
Si affrontano, come a contendersi una preda (l’anima di un uomo, eternamente insidiato dal male?)

San_Quirico_d'Orcia

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3 commenti

Archiviato in Bestiari, Medievalia

3 risposte a “Il coccodrillo

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